Urliamo poesia al mondo! Per migliorarlo.
Gli italiani… “Un popolo di poetesse e poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori”.
Sembra banale, ma se ci pensiamo abbiamo riempito il mondo di stile e cultura, lo abbiamo fatto con grinta, sudore e pensiero. Costruirecultura è proprio questo, un modo per ampliare questa necessità: andare oltre gli stereotipi e i luoghi comuni; partendo sempre dal basso della costruzione, una vera e propria formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale. Valuto così di intervistare amici e autori che fanno della loro passione anche una missione sociale.
Imma Schiena è una poetessa che urla al mondo i versi della sua poesia per un ideale altissimo: LA PACE.
Più che mai abbiamo bisogno di scrittori testimoni di buoni valori e trasmettitori di pace. Ho scoperto che lei legge poesia nella Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino curando progetti di lettura. Imma, ama definirsi “Libellula di pace” infatti è un’attivista culturale; porta la poesia in ogni luogo, certa che la cultura sia l’unica arma efficace per la pace e il rispetto. Nel 2024 riceve il premio alla cultura dal Centro Studi Nazionale per le Arti e la Letteratura Atlantide.
A marzo 2025 è ospite a Biennale Democrazia – Torino, per discutere sul tema “Poesia civile tra guerra e pace”
Non possiamo fare a meno di ricordare sempre, che la poesia ha un valore salvifico, può essere terapia, ci unisce nella lotta, anche se siamo lontani. É umanità tutta, prescindendo dal concetto di tempo, spazio, torto e ragione.
Oggi vi presento Imma Schiena!
Imma è di origini salentine, nasce nel 1970 in Puglia. Si laurea in Economia curando sempre il suo interesse per la poesia ed il teatro. Nel 2005 emigra a Torino dove lavora come docente di discipline economico giuridiche. Tuttavia non perde mai il contatto con la Puglia e le sue radici, da sempre cura la sua passione per la poesia, infatti la penna è lo strumento che usa per far parlare i più deboli.
Ha pubblicato tre sillogi, l’ultima del 2022 è “Qui giace Amore”, GCL Edizioni. Dal 2023 collabora con la rivista cartacea “La Voce agli Italiani” e cura la rubrica La Voce della poesia. È giurata in diversi concorsi di rilievo nazionale e internazionale. I suoi testi sono tradotti in inglese, spagnolo, francese, cinese e nella lingua araba. Nel 2021 e nel 2024 riceve il Riconoscimento Mondiale per la Diffusione della Cultura di Pace e Libertà dalla UMPPL (Unione Mondiale dei Poeti per la Pace e la Libertà). È attivista culturale e organizza eventi per i diritti umani. A novembre 2024 riceve il Premio alla Cultura Dante Alighieri dal Centro Studi Nazionale per le Arti e la Letteratura Atlantide. Nel 2024 pubblica l’antologia “Il mare è …Rosa” storie di resilienza femminile, a cui Imma partecipa con il suo racconto “Vietato scrivere”, è selezionata a Sanremo Writers. Dieci autrici si raccontano e scrivono di come dalla tempesta si possa uscirne unite. L’antologia è edita da Giuseppe Vozza. La sua passione per l’arte la pone in una ricerca continua e la fa approdare all’associazione culturale Arte Città Amica, di Torino, presso cui cura rassegne culturali, presentazioni di libri, reading e mostre.
Ricordo anche “Parole in pietra. Sarà l’aurora”, Genesi edizione, Torino, 2019; che suggella l’impegno nato dall’amicizia con lo scultore siriano Nizar A. Badr, per la pace e i diritti della persona. (troverete un articolo dedicato a questa esperienza e a Nizar Badr- NdR)
Abbiamo deciso insieme di dare spazio ad alcuni testi significativi del suo ricco percorso poetico. Perdetevi, vi prego, a voce alta, nell’alternanza dei suoi versi così diretti:
♥
Donna, tu sei
Quale materia riveste te creatura
Quale colore all’origine
avevano i tuoi occhi
I tuoi capelli
erano forse fili d’angelo
dorati come le stelle
profumati come il miele
Ora tu
quale astro sei tra le costellazioni
quale terra tra i continenti
quale sapore dei frutti
quale spezia o fiore tra i campi
quale stella nell’universo
quale gioco del destino
Oh barzelletta della vita
tu strappi il sorriso
Quale canzone
sei tu, oh donna
Quale meta del povero errante
Donna, tu sei
pietra preziosa di oro fino
dono di Dio
che all’Umanità ti doni
con la tua maternità
Tu sei
l’ultimo atto della creazione
Il sigillo di Dio sul creato
l’ultima Sua parola
il Suo Fiat
Donna, tu sei
l’indice di un libro
l’armonia di suoni articolati
in cui rifulge ogni bellezza
A questo punto sono curioso, le chiedo dell’incontro con Guido Oldani: Infatti per Imma a Torino segna una svolta fondamentale nella sua vita poetica. Dal novembre 2024 fa parte del movimento in poesia Realismo Terminale fondato da Guido Oldani da lei definito: “il maestro”. Partecipa a BookCity Milano all’ incontro “Il Realismo Terminale è il fiato sospeso del nostro tempo”.
Il movimento d’avanguardia fondato da Guido Oldani, vuole rappresentare criticamente, a livello planetario, la civiltà globalizzata degli anni Duemila.
Appunto la poesia è movimento centrifugo, così ho chiesto alla “nostra” di prepararmi i “nuovi” versi maturati a seguito dell’esperienza con il maestro Oldani e la differenza si percepisce, come se i versi fossero fatti di fiamma e diamante che da grezzo diviene lavorato e splende di nuova luce:
♥
Donna
cadono verticali
le sottane come lame.
resistono alle erosioni
e una ha squarciato il corpo in due
come le pagine di un libro.
cuore e ragione.
l’uno in bancarotta
l’altra piegata sotto il peso della gonna.
precipitano i pavimenti
sotto i miei passi.
ruote di treni o tacchi a spillo
i miei piedi in corsa,
solcano il terreno
e lasciano l’orma dentro al tempo.
♥
La bandiera della pace
ci sono nomi che hanno peso e
sostanza diversi dal loro significato.
la terra è un eco che si sgretola sotto i piedi,
la bandiera della pace
è una statua di piombo,
la sollevi con fili d’acciaio, non sventola,
non ha terreno in cui crescere,
ma non smette di volare.
♥
Il cucchiaino alato
per gloria sua e del paese
dall’oste armato cavaliere
è caduto a proprie spese
sotto il pavido mulattiere.
è Don Chisciotte
un cucchiaino alato
che con il suo Sancho Panza
vuole volare e bilanciare,
portando in pancia le chimere,
la parte concava ed il manico,
tutto gonfio di speranza.
combatte sembianze di giganti
che sono mulini al vento.
lui pare un appendiabiti
con la medaglia appesa al collo,
senza trono né castello
ha l’osteria da governare.